"Bello, quando sul mare si scontrano i venti e la cupa vastità delle acque si turba, guardare da terra il naufragio lontano: non ti rallegra lo spettacolo dell'altrui rovina ma la distanza da una simile sorte."
Dai versi di Lucrezio, attraverso il celebre saggio di Hans Blumenberg, nasce la domanda che attraversa questo spettacolo: di fronte alla crisi climatica siamo tutti spettatori sulla riva. Ma cosa succede quando ci accorgiamo che la nave che imbarca acqua è la nostra?
Margherita, ventinove anni, attivista ambientale, è a processo: rischia otto anni per un’azione dimostrativa alla Galleria dell’Accademia finita malissimo (spoiler, tutto, in questa storia, comincia con un pene: quello del David di Michelangelo). Attorno a lei, il fratello Alberto, giornalista di un quotidiano di destra con cui è ai ferri corti da quando un lutto ha spezzato la famiglia, e la Giudice Fantossi, lacerata tra la legge e una ragazza che potrebbe essere sua figlia.
In scena Andrea Brunello, narratore, dialoga con i tre personaggi che vivono in video: su una grande parete proiettata si aprono tre riquadri, tre ritratti in bianco e nero che si animano e prendono vita. E intanto, fuori, piove da due giorni, senza smettere.
Una storia di fratelli, di giovani spinti ad azioni estreme per farsi sentire, di una società che lascia ai ragazzi il ruolo di custodi del futuro e poi li processa. Con il rigore scientifico che caratterizza il lavoro di Arditodesìo, il rigore immaginifico della regia di Manfredi Rutelli e l’ironia che apre la strada alla commozione, Naufragio con Spettatore porta il pubblico sul crinale esatto in cui la distanza di sicurezza si annulla — e lo spettacolo della rovina altrui diventa qualcosa di molto diverso.