Spettacolo
Drammaturgia Andrea Brunello
Con Maria Vittoria Barrella e Andrea Brunello
Regia Michela Marelli
Musiche originali Carlo Casillo
Video Tommaso Rosi
Scenografie Tessa Battisti
Tecnica Giacomo Gottardi
Coproduzione Teatro Stabile di Bolzano e Arditodesìo
Adulti/ragazzi 16 +
Tematiche: -
NUOVA PRODUZIONE
Debutto Sabato 14 marzo 2026, programmato nell’ambito della Stagione Regionale Contemporanea 2025:2026 a cura del Centro servizi culturali Santa Chiara e del Teatro Stabile di Bolzano.
Info: www.centrosantachiara.it
Tutto è cominciato con una nuvola bianca, una nuvola che porta a due risvolti completamente diversi. Da una parte c’è una figlia che nella nuvola vede un simbolo di bellezza e si ribella all’idea del padre che il mondo sia intrinsecamente indecifrabile e, dall’altra, un padre, un matematico, che invece nella nuvola vede la complessità dell’esistenza e fa dell’indecifrabilità la sua ragione di vita.
Padre e figlia si assomigliano, ma non si capiscono; si parlano ma non comunicano, finché un evento inaspettato li pone davanti ad una scelta difficile che li porta a confrontarsi e a cercare quel punto d’incontro che di complesso non ha niente: l’amore tra un padre e sua figlia.
Riflessione sullo spettacolo – Note drammaturgiche
Il mondo ci appare decifrabile. Anche i fenomeni più misteriosi e oscuri, date le giuste condizioni, sono spiegabili. Da quando abbiamo assunto un atteggiamento prima illuminista e poi positivista il progresso umano sembra essere diventato inarrestabile. La fede nella ragione, nella nostra capacità deduttiva, nella scienza e nella tecnologia ci hanno permesso di raggiungere altissimi livelli di comprensione di fenomeni che prima erano misteriosi e inspiegabili e che lasciavano spazio ad una dimensione animista e fantasiosa della realtà. Grazie al nostro ingegno abbiamo debellato malattie, prodotto quantità impensabili di cibo e di benessere, siamo entrati nel cervello umano e di altri animali, modificato il genoma, abbiamo indagato l’ultra piccolo e l’enorme, costruito cervelli alternativi al nostro e ci siamo avvicinati agli dei. Il genere umano procede pieno di fiducia nel dogma del nostro tempo: “L'amore per principio, l'ordine per fondamento, il progresso per fine."
Eppure mai come adesso la nostra esistenza è segnata da guerre, polarizzazioni estreme, negazionismi, disuguaglianze, fondamentalismi e soprattutto dal rischio di catastrofi immani come quella nucleare, quella sanitaria, quella sociale e, soprattutto, quella ambientale. Cosa c’è che non capiamo? Cosa c’è che ci sfugge? Cosa elude il nostro pensiero razionale?
Ancora una volta la scienza ci offre una possibile chiave di lettura. Dalla metà del secolo scorso gli scienziati si sono accorti che esistono degli accadimenti che non sono prevedibili nonostante la conoscenza dei meccanismi di base che li regolano. Fenomeni che sfuggono alla nostra intuizione: dalla coda in autostrada al crollo delle borse, l’uragano che devasta le coste, l’attacco epilettico, la proliferazione di virus, il crollo della biodiversità, il volo collettivo di uno stormo di uccelli e moltissimi altri che ci sorprendono spiazzandoci e facendoci capire che in realtà il mondo è per noi ancora una cosa piuttosto misteriosa.
Gli scienziati chiamano questa classe di eventi “fenomeni complessi”. Questi rappresentano la somma di numerosi fenomeni semplici e perfettamente conoscibili che però diventano imprevedibili e sorprendenti nel loro comportamento collettivo. Ma, a ben guardare, quasi tutti i grandi temi che affrontiamo nella nostra esistenza sono il risultato di fenomeni complessi e, di conseguenza, quasi tutti i nostri problemi sono imprevedibili, sorprendenti e potenzialmente pericolosi. Un piccolo disturbo in un sistema complesso produce effetti che non riusciamo a prevedere e che, a volte, ci spiazzano amaramente. Ecco perché spesso il mondo ci appare così ingestibile. Per poterlo decifrare dovremmo almeno avere la consapevolezza che ci troviamo di fronte a meccanismi che non sono semplici. Purtroppo questa consapevolezza ci manca, sia a livello individuale che collettivo.
Lo spettacolo Complessità nasce dall’urgenza di scandagliare questa dimensione del nostro esistere. Partendo dalla relazione tra un padre e sua figlia la storia racconta di un rapporto che è andato stratificandosi proprio attraverso le “complessità” della vita. Il padre, un matematico studioso di fenomeni complessi e del Game of Life informatico non riesce a relazionarsi con la figlia e, più in generale, con il mondo. La figlia, spiazzata dalla complessità del mondo, deve prendere decisioni dolorose che le trasformano la vita. Da questa storia così particolare lo spettacolo propone un commento universale: se non accogliamo la complessità che domina la nostra esistenza collettiva come possiamo anche sperare di poterla gestire? Ma se non la gestiamo siamo in balia del pensiero speranzoso che però, come tutti sappiamo, non sempre porta bene.
Complessità è uno spettacolo che unisce l’amore per la drammaturgia e il teatro con veri contenuti scientifici. Non è necessario avere competenze tecniche per apprezzarlo, ma occorre possedere curiosità e desiderio di capire. Il teatro che racconta la scienza, in questo nostro tempo così travagliato, è la nuova frontiera del teatro “civile”.
Andrea Brunello