Posso chiamarti?
Storia portatile del telefono, dal fisso allo smartphone
Conferenza-spettacolo con musica originale dal vivo
Di: Massimiano Bucchi
Musiche originali eseguite dal vivo da: Emanuele Lapiana
Regia: Andrea Brunello
Pubblico: adulti e ragazzi dai 15 anni
Durata: circa 90 minuti
Sinossi
“Posso chiamarti?” — una domanda banale, quasi un tic linguistico dei nostri giorni, che racchiude una piccola rivoluzione antropologica. Nell’era dello smartphone la telefonata è diventata una funzione residuale: le suonerie sono silenziate, i messaggi vocali hanno sostituito le voci in tempo reale, e per parlarsi davvero serve un appuntamento. Eppure, paradossalmente, accadeva la stessa cosa agli albori della telefonia.
Lo spettacolo attraversa cinquant’anni di tecnologia e di costume — dal telefono grigio nel corridoio di casa al Sirio, passando dal 9 gennaio 2007 quando Steve Jobs presentò l’iPhone, fino alla galassia dei messaggi vocali di oggi. La narrazione di Massimiano Bucchi è accompagnata dal vivo dalle musiche originali di Emanuele Lapiana, che intrecciano partitura, suoni iconici della telefonia e atmosfere sonore in dialogo costante con la parola.
Il telefono è la tecnologia che più di ogni altra ha riconfigurato in profondità le nostre relazioni: ridefinisce intimità e distanza, lavoro e tempo libero, privacy ed esposizione di sé. Posso chiamarti? trasforma una domanda apparentemente innocua in un piccolo manuale di consapevolezza tecnologica.
Gli autori
Massimiano Bucchi è una delle voci più autorevoli della comunicazione della scienza in Italia e nel mondo. Professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento, dirige il Master internazionale SCICOMM ed è stato visiting professor in quattro continenti. Autore su Nature, Science e PLOS ONE, ha pubblicato una decina di libri tradotti in oltre venti Paesi — tra cui “Come vincere un Nobel” (Einaudi), “Confidenze digitali” (il Mulino) e “Io & Tech” (Bompiani). Collabora con il Corriere della Sera e ha curato per sei anni la rubrica “Da dove viene” nel Superquark di Piero Angela. Nel 2025 è stato eletto socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Le musiche sono originali e interamente eseguite dal vivo da Emanuele Lapiana, in arte N.A.N.O. — musicista, sound designer e artista trentino con una carriera tra dischi pubblicati (c|o|d, Lovecoma, N.A.N.O.), concerti, colonne sonore e installazioni sonore. Nel 2015 ha fondato oSuonoMio, una delle prime agenzie italiane di comunicazione sonora. In scena costruisce una partitura sonora in tempo reale che dialoga con la parola di Bucchi.
Sotto la regia di Andrea Brunello, il testo di Bucchi e la musica di Lapiana diventano un viaggio sensoriale dove parola, suono e memoria collettiva si intrecciano — un’occasione, attraverso il teatro e la musica suonata in presenza, per pensare la tecnologia insieme, anziché subirla da soli.

