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Sloi machine


Una catastrofe annunciata più volte che poteva causare la vera e propria distruzione dell'intera provincia di Trento
Con Andrea Brunello
Regia di Michela Marelli
Progetto di Andrea Brunello
Musiche originali di Carlo Casillo
Progetto scenico di Andrea Violato
Disegno luci di Alessandro Bigatti
Testo di Michela Marelli e Andrea Brunello

Lo spettacolo ha ricevuto il supporto del Comune di Trento. È stato in parte finanziato dalla CGIL del Trentino ed è inserito nelle manifestazioni legate al centenario della CGIL - 1906/2006.

Spettacolo vincitore del IX Festival di Resistenza - Premio Museo Cervi 2010.

L'operaio della S.L.O.I. aveva la possibilità di vincere: la paga alla S.L.O.I. era il doppio di quella delle altre aziende e con gli extra fuori busta si faceva jackpot! Il rischio era quello di perdere l'intelletto, la salute, la vita.
Il vero jackpot lo facevano i proprietari della fabbrica. La S.L.O.I. era una delle pochissime al mondo a produrre il piombo tetraetile, l'additivo chimico nelle benzine super. Era troppo pericoloso, nessuno voleva averci a che fare. Andava a ruba.
In ogni litro di benzina che il mondo usava c'era un po' della salute degli operai della S.L.O.I. di Trento. Erano loro le monetine, la fabbrica era una slot machine e i padroni vincevano a mani basse.
Fino al 1978. Un enorme incendio, i depositi del piombo tetraetile lambiti dal fuoco. La città di Trento ha sfiorato l'annientamento.
Nel 1978 solo la morte ha rischiato di fare jackpot.


Destinatari e lingua:

L'opera teatrale è per un pubblico dai 15 anni in su ed è disponibile in italiano.



Recensioni e commenti:

Questo spettacolo è stato per noi un vero viaggio di scoperta. Prima di tutto un viaggio nel cercare di unire i nostri due linguaggi artistici così diversi: quello della clownerie, così meravigliosamente abitato da Roberto, e quello della parola, che mi appartiene ormai da tanti anni. Ma Torno Indietro e Uccido il Nonno è principalmente un viaggio nel mondo della scienza che prova incessantemente a dare un senso al concetto di “tempo” e con ogni passo in avanti c’è la negazione di tutto ciò che c’è stato (il tempo universale di Newton, quello relativo di Einstein fino al tempo che non esiste… della Meccanica Quantistica). Lo spettacolo è anche un viaggio nella nostra umanità stessa, la nostra esistenza che fa molta fatica ad entrare in sintonia con l’idea che il tempo che passa e che può, un giorno, cessare.

Nel ricercare i materiali scientifici di questo spettacolo ho capito quanto confusa e vasta è la tematica e ad oggi rimangono vaste questioni aperte. Libri, conferenze e una miriade di articoli sono stati scritti, ma alla fine dei conti ancora tanto (tutto?) rimane da scoprire. Per questo lo spettacolo è strutturato come una enorme, incessante domanda: “dove va il tempo che passa?” Ad ogni risposta che proviamo a dare se ne aprono altre di nuove e più complesse. Non esiste una risposta definitiva.Nel costruire la drammaturgia di questo spettacolo abbiamo voluto partire dalla relazione molto tenera e toccante fra due generazioni: un nipote e suo nonno. Ma il nipote è più vecchio del nonno e sta per morire. Perché il nonno è un viaggiatore del tempo. Oppure un fantasma. Ma in ogni caso è uno spirito che - in teoria - dovrebbe poter spiegare a suo nipote i segreti del tempo. Ma non lo sa fare! Proprio come gli scienziati contemporanei, più si addentra nei meandri delle varie teorie sul tempo, e più si perde, si confonde, rimane spiazzato. E così mentre il nipote, in fin dei conti, riesce a trovare una sua pace interiore, il nonno sembra non farcela.

Sant’Agostino scriveva: “Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Questo però posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente. Due, dunque, di questi tempi, il passato e il futuro, come esistono, dal momento che il primo non è più, il secondo non è ancora? E quanto al presente, se fosse sempre presente, senza tradursi in passato, non sarebbe più tempo, ma eternità.

Se dunque il presente, per essere tempo, deve tradursi in passato, come possiamo dire anche di esso che esiste, se la ragione per cui esiste è che non esisterà? Quindi non possiamo parlare con verità di esistenza del tempo, se non in quanto tende a non esistere.” Mille anni più tardi sembra che nulla sia veramente cambiato. In questo spettacolo arriviamo alla conclusione che, in fin dei conti, non è la fine del tempo che ci spaventa ma come abbiamo utilizzato il tempo che ci è stato dato. (Andrea Brunello)

Alcuni commenti:

La SLOI produce un composto chimico puzzolente e velenoso che uccide molti dei suoi operai e mina la salute di tutti gli altri portandoli all'impotenza, abulia, anoressia. L'inquinamento dell'aria e delle falde acquifere probabilmente irreversibile che trasforma una zona rurale da sogno in un incubo nero di fanghi e paludi malsane, fumi velenosi che entrano nella catena alimentare passando dal latte e dalla carne prodotta nei paraggi.
Una catastrofe annunciata più volte che poteva causare la vera e propria distruzione dell'intera provincia di Trento e delle zone circostanti, sventata in modo fortuito e avventuroso all'ultimo minuto.
Questa è la storia raccontata da SLOI MACHINE, ovvero di come la morte stava per fare jackpot alla SLOI, trasformandola definitivamente in macchina mortale.
Eppure si ride, ci si appassiona, ci si commnuove e ci si emoziona al racconto scritto a due mani da Michela e Andrea e recitato dal solo Andrea con passione e credibilità.
I due costruiscono attorno a questa storia maleodorante un'avventura umana semplice, raccontata senza fronzoli, che ci avvicina ancora di più alla realtà precisa dei disastri e delle malattie causate dai veleni della SLOI, che quindi fa male al cuore, male veramente, perchè ci sentiamo parte di quell'insensata guerra dichiarata alla vita, della quale ci troviamo a essere spesso spettatori inermi e silenziosi, e come Andrea sul palco apriamo le braccia come a lasciarci prendere da questo destino marcio, che destino non è, ma guerra senza vincitori, catastrofe sempre annunciata e mai evitata, delitto mortale.
Il tutto non è retorico, ma preciso, puntuale, esatto, micidiale.
10 minuti buoni di applausi. Forse per battere la morte con il rumore delle mani.
Grazie Michela e Andrea. ---- Fabio Musatti

Ho visto ieri SLOI...
assolutamente da vedere!!!!!!!
complimenti veramente agli autori!!!! --- Eirene

Ci si sente come tra amici in campeggio. Intorno ad un fuoco di sera a mangiare castagne, quando uno dei papà racconta una storia vera di quei luoghi dove si sta campeggiando. E questo bravo cantastorie ti fa ridere e ogni tanto di fà sobbalzare, così ti stringi al compagno vicino perchè il cuore ti batte a mille e hai paura che il PT ti stia osservando tra gli alberi per coglierti di sorpresa.
Si rimane con gli occhi sgranati a guardare questo papà che si muove tra le sue ombre e vuoi sapere come finisce questa storia.
Vuoi sapere come finisce questa storia.
Vuoi sapere come finisce questa storia.
Vuoi sapere come finisce questa storia.
... --- The Monkeys Pirates

E' stata una bellissima sorpresa: uno spettacolo intenso, piacevole, divertente...in alcuni momenti, è vero, sembra di assistere al racconto di un cantastorie.
Un argomento forte, scomodo, raccontato con poesia e, a sprazzi, con l'ingenuità e la meraviglia del bambino. Bello davvero: IMPERDIBILE!! --- clara_v Ieri sera ho visto Sloi Machine.
Non posso dire altro che: Andrea sei grande; mi hai commossa ed appassionata.
Mi auguro di rivederti presto con un nuovo spettacolo. --- Agnese

Sloi Machine è stato uno spettacolo che mi ha REALMENTE "scossa"...mi ha invitato alla riflessione,mi ha riempita di dubbi ed allo stesso tempo mi ha dato certezze...ieri sera sono uscita da Teatro camminando ad un metro da terra. --- Luigia


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