Public speaking per ricercatori: incontrare pubblici diversi

Formato: modulabile da 4 a 20 ore, riferimento: 10 ore in 5 incontri da 2 ore (coaching individuale disponibile su richiesta)
Destinatari: gruppi di circa 20 persone — ricercatrici e ricercatori
Conduzione: Andrea Brunello

Ricercatrici e ricercatori hanno spesso bisogno di comunicare il proprio lavoro a interlocutori molto diversi, e ne possiedono tutta la competenza tecnica. Eppure tra il sapere e il saperlo trasmettere c’è spesso una distanza: la scienza resta la stessa, ma ciò che conta come buona spiegazione — e persino ciò che conta come prova — cambia completamente a seconda di chi ascolta. Questo laboratorio affronta proprio quel divario, lavorando sull’incontro consapevole con il pubblico.

A differenza di un percorso centrato sullo storytelling, qui la narrazione è uno strumento tra gli altri, da usare quando serve. Il cuore del laboratorio è la capacità di riconoscere chi si ha di fronte e di adattare di conseguenza livello, taglio ed enfasi: un collaboratore di un’altra disciplina, un partner industriale che deve decidere se proseguire un progetto, un panel di finanziatori che valuta l’impatto, un’istituzione o un pubblico generico che vuole capire perché quella ricerca è importante.

Il percorso è costruito sulla pratica continua, non sulla lezione frontale. Si lavora in piccoli gruppi, così che ciascuno abbia spazio per parlare, essere ascoltato e rivedere il proprio intervento. Tra gli obiettivi: distillare qualsiasi lavoro in un messaggio centrale chiaro prima ancora di costruire la presentazione; tradurre il metodo tecnico in valore e rischio per industria e decisori; costruire una narrazione d’impatto per finanziatori e istituzioni e difenderla sotto domande; gestire con lucidità e onestà le domande difficili o scettiche; usare metafora, voce e presenza per raggiungere pubblici non specialistici senza distorcere la scienza; dare e ricevere feedback utile.

Una parte importante del lavoro riguarda la gestione dello stress e dell’ansia da palco: attraverso esercizi di base sul respiro, sulla voce e sulla presenza scenica, i partecipanti imparano a trasformare la tensione in energia comunicativa. Ci occupiamo poi delle slide e dei supporti visivi, ragionando su come una stessa presentazione vada ripensata a seconda del pubblico, per evitare il difetto più comune — esporre il lavoro nell’ordine e nel livello di dettaglio in cui è stato svolto — e mettere invece in primo piano ciò che davvero conta per chi ascolta. Lavoriamo infine sulla gestione del tempo e dei formati brevi: il pitch di pochi minuti, l’elevator pitch per un partner industriale o per un panel, l’intervento che deve arrivare al punto senza disperdersi.

La proposta è fortemente modulabile in base ai bisogni del committente. Nella forma più essenziale può ridursi a quattro ore, mentre nella versione più articolata può arrivare fino a venti ore. Un formato di riferimento è quello di dieci ore in cinque incontri da due ore, pensato per gruppi di circa venti persone. Per chi desidera un approfondimento personale, è possibile concordare separatamente sessioni di coaching individuale o in piccolo gruppo.
Ciascun partecipante esce con un metodo riutilizzabile, una versione sviluppata di un intervento reale e un vocabolario condiviso di feedback che il gruppo potrà continuare a usare al proprio interno.